Il dollaro statunitense ha mantenuto lunedì i guadagni registrati la scorsa settimana, mentre i funzionari della Federal Reserve hanno sottolineato i persistenti rischi di inflazione e hanno lasciato aperta la possibilità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Nel frattempo, il recente calo ha alleviato le condizioni tecniche di ipercomprato, aprendo potenzialmente la strada a un nuovo rialzo qualora il supporto chiave dovesse reggere.
L’indice del dollaro statunitense, che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere ponderato delle principali valute, ha mantenuto gran parte dei guadagni registrati nella settimana precedente. La domanda di dollaro è stata sostenuta dalle rinnovate aspettative secondo cui la Fed potrebbe dover inasprire ulteriormente la politica monetaria — o, come minimo, rinviare qualsiasi mossa verso un abbassamento dei tassi di interesse — per riportare l’inflazione in modo sostenibile al proprio obiettivo.
La forza del dollaro riflette anche il suo vantaggio in termini di rendimento relativo. Le aspettative di tassi di interesse statunitensi più elevati tendono a sostenere i rendimenti dei titoli del Tesoro e a rendere gli asset denominati in dollari più attraenti per gli investitori internazionali.
Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha affermato lunedì che i responsabili delle politiche devono tenere conto degli shock persistenti dal lato dell’offerta nel definire la politica monetaria. Le sue osservazioni hanno messo in luce la sfida continua di distinguere le pressioni temporanee sui prezzi dalle forze inflazionistiche che potrebbero radicarsi più profondamente nell’economia.
Il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha lanciato un messaggio altrettanto cauto, indicando che potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi di interesse se l’inflazione non continuasse a muoversi in modo convincente verso l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.
Nel loro insieme, queste dichiarazioni hanno rafforzato l’idea che i funzionari della Fed rimangano riluttanti a dichiarare prematuramente vittoria sull’inflazione. Sebbene i responsabili politici continueranno a valutare i dati in arrivo, gli ultimi commenti suggeriscono che la soglia per un allentamento della politica monetaria rimanga elevata.
La settimana inizia con un calendario macroeconomico statunitense relativamente leggero, lasciando che le aspettative sui tassi di interesse, i rendimenti dei titoli del Tesoro e ulteriori commenti dei funzionari della Fed siano i principali fattori che influenzeranno il dollaro nel breve termine.
L’attenzione si concentrerà sugli indici preliminari dei responsabili degli acquisti statunitensi di mercoledì. I dati forniranno una prima indicazione dello slancio economico nei settori manifatturiero e dei servizi.
Il rapporto di venerdì sugli ordini di beni durevoli costituirà un altro importante banco di prova per l’attività economica. Una sorpresa al rialzo potrebbe rafforzare le ragioni a favore del mantenimento dei tassi di interesse più elevati più a lungo, mentre dati deludenti potrebbero incoraggiare gli operatori a ridurre le posizioni rialziste sul dollaro.
Da un punto di vista tecnico, le prospettive per l’indice del dollaro statunitense rimangono positive. La correzione di venerdì ha permesso all’indice di allontanarsi dalla zona di ipercomprato a breve termine senza compromettere in modo significativo il trend rialzista più ampio.
Al rialzo, un superamento dell’ultimo massimo di oscillazione a 100,50 confermerebbe un rinnovato slancio rialzista e potrebbe aprire la strada verso la prossima area di resistenza a 100,80. Sul lato ribassista, una rottura decisiva al di sotto del livello psicologico di 100 indebolirebbe la struttura rialzista e aumenterebbe il rischio di una correzione.
Il dollaro statunitense rimane sostenuto dalla retorica restrittiva della Fed, dalle elevate aspettative sui tassi di interesse e da una struttura tecnica ampiamente positiva.
Tuttavia, la sostenibilità del rialzo dipenderà dal fatto che i dati economici in arrivo confermino le aspettative del mercato riguardo a un periodo prolungato di politica monetaria restrittiva. Dati solidi sull’attività economica e sui beni durevoli potrebbero fornire il catalizzatore per ulteriori rialzi, mentre dati più deboli potrebbero innescare nuove prese di profitto.
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