L’indice KOSPI della Corea del Sud ha perso l’8% nel corso della seduta, innescando una sospensione delle negoziazioni su tutto il mercato della durata di 20 minuti. Le negoziazioni sono poi riprese e l’indice ha chiuso in ribasso del 7,57% a 5.554,22, lasciando gli investitori a valutare fino a che punto potesse estendersi la pressione sugli asset rischiosi.
Un calo dell’8% attiva i meccanismi di salvaguardia del mercato
La sospensione è stata attivata intorno alle 12:38, ora di Seul. Secondo le regole della Borsa coreana, un calo di almeno l’8% rispetto alla chiusura precedente, che duri per un minuto, attiva un «circuit breaker» di primo livello.
Le negoziazioni sui titoli quotati sul KOSPI vengono sospese per 20 minuti, seguite da un’asta a chiamata di 10 minuti prima che riprendano le negoziazioni in continuo. Questo processo concede a acquirenti e venditori il tempo di rivalutare gli ordini in condizioni di estrema volatilità.
I titoli del settore dei semiconduttori sono stati al centro della ondata di vendite, poiché i timori sull’inflazione negli Stati Uniti si sono aggiunti ai dubbi sui costi e sui rendimenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale. La perdita registrata alla chiusura ha dimostrato che la sospensione non era riuscita ad allentare la pressione sui titoli azionari.
Un dollaro più debole sostiene il rimbalzo dell’oro
La ripresa dell’oro ha coinciso con l’allentamento del dollaro rispetto al massimo degli ultimi 18 mesi raggiunto durante la notte. Una valuta statunitense più debole può rendere l’oro, quotato in dollari, meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.
Le aspettative sui tassi di interesse rimangono un contrappeso. Il rapporto sull’inflazione statunitense pubblicato mercoledì ha rafforzato le aspettative di un ulteriore inasprimento da parte della Federal Reserve. Tassi più elevati possono aumentare il costo opportunità del possesso di oro, che non produce interessi.
Questa combinazione potrebbe rendere irregolare la ripresa dell’oro. I movimenti valutari potrebbero sostenere i prezzi, mentre le aspettative di una politica monetaria più restrittiva limitano la portata del rimbalzo che gli acquirenti sono disposti a sostenere. I due fattori devono essere valutati congiuntamente.
Cosa potrebbe sostenere la ripresa?
I dati statunitensi sui prezzi alla produzione e sulle vendite al dettaglio sono attesi giovedì alle 8:30 ora della costa orientale. Entrambe le pubblicazioni potrebbero ridefinire le aspettative relative all’inflazione, alla domanda dei consumatori e alla prossima decisione della Federal Reserve.
Dati più deboli potrebbero attenuare le aspettative di un ulteriore inasprimento e aiutare l’oro a mantenere la sua ripresa. Al contrario, dati più solidi potrebbero far salire i rendimenti statunitensi e rafforzare nuovamente il dollaro, esercitando pressione sul metallo.
Anche il contesto azionario è importante. Una più ampia ripresa della propensione al rischio potrebbe ridurre la domanda di attività difensive, mentre una ripresa delle vendite manterrebbe l’attenzione sulla liquidità e sulle condizioni finanziarie nei mercati.
Per gli operatori, la prova del nove sarà vedere se l’oro manterrà la sua ripresa dopo la pubblicazione dei dati statunitensi. La reazione aiuterà a stabilire se gli acquirenti sono disposti a mantenere l’esposizione man mano che cambiano le aspettative sui tassi d’interesse.
Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può influire sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.
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