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I mercati ampliano i guadagni mentre si attenuano le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed; i dati NFP statunitensi al centro dell'attenzione

Giovedì i mercati azionari globali, le criptovalute e i metalli preziosi hanno ampliato i propri guadagni, mentre gli operatori hanno ridotto le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese. L’attenzione si sposta ora sul rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti relativo al mese di agosto.

Sep 04, 2026
4 min di lettura
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Giovedì gli asset rischiosi a livello globale hanno proseguito la loro ripresa, poiché gli investitori hanno ridimensionato le aspettative di un aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve a settembre. I titoli azionari statunitensi hanno registrato un rialzo, le criptovalute si sono rafforzate e i metalli preziosi hanno guadagnato terreno, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi e il dollaro si è indebolito.

Wall Street in rialzo dopo che Waller ha segnalato il proprio sostegno a una pausa

Wall Street ha chiuso in netto rialzo dopo che il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha dichiarato che sosterrebbe il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella riunione della Fed del 15-16 settembre, qualora i prossimi dati sull’inflazione confermassero che le pressioni sui prezzi si stanno attenuando.

Waller ha tuttavia lasciato aperta la porta a un ulteriore inasprimento, affermando che una nuova accelerazione dell’inflazione potrebbe giustificare un aumento dei tassi. Le sue dichiarazioni hanno modificato le aspettative del mercato: secondo i dati del CME FedWatch, la probabilità di un rialzo a settembre è scesa a circa il 50,4% dal 63,2% di mercoledì.

Oro e argento in rialzo mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro arretrano

L’oro e l’argento hanno ampliato il loro rimbalzo mentre il rendimento di riferimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è sceso verso il 4,76%. I rendimenti più bassi riducono il costo opportunità di detenere attività non fruttifere come i metalli preziosi, mentre il dollaro più debole rende i metalli denominati in dollari meno costosi per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

Venerdì l’oro è stato scambiato a circa 4.500 dollari l’oncia dopo aver registrato un rialzo per due sessioni consecutive. Nonostante il miglioramento del clima per gli asset di rischio, la domanda di metalli preziosi è rimasta sostenuta dall’incertezza geopolitica e dalle persistenti preoccupazioni sull’inflazione.

Anche i prezzi del petrolio si avviavano verso un forte rialzo settimanale. Le rinnovate ostilità in Medio Oriente e la persistente incertezza riguardo al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Ormuz hanno mantenuto un consistente premio di rischio geopolitico nei mercati del greggio.

Lo yen balza in avanti con il ritorno delle speculazioni su un intervento

Giovedì lo yen giapponese si è rafforzato di oltre il 2% rispetto al dollaro statunitense, con

la coppia USD/JPY scesa a circa 155,5. Il movimento rifletteva una combinazione di debolezza generalizzata del dollaro, crescenti aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Banca del Giappone e speculazioni sul possibile intervento delle autorità giapponesi nel mercato dei cambi. Al momento della stesura di questo articolo, la notizia dell’intervento non era stata confermata ufficialmente. Di conseguenza, il movimento non dovrebbe essere attribuito in modo definitivo alla Banca del Giappone.

Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti potrebbe ridefinire le aspettative sui tassi

L’attenzione si sposta ora sul rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti relativo al mese di agosto, previsto per venerdì, 4 settembre. Gli economisti prevedono che i posti di lavoro non agricoli siano aumentati di circa 55.000–56.000, dopo che a luglio l’occupazione era diminuita di 23.000 unità. Si prevede che il tasso di disoccupazione rimanga vicino al 4,1%, mentre la retribuzione oraria media dovrebbe aumentare di circa lo 0,3% su base mensile.

Un rapporto più debole del previsto potrebbe rafforzare le aspettative che la Fed lasci i tassi invariati a settembre, esercitando potenzialmente un’ulteriore pressione al ribasso sui rendimenti dei titoli del Tesoro e sul dollaro. Al contrario, una creazione di posti di lavoro o una crescita salariale inaspettatamente forte potrebbe riaccendere le aspettative di un rialzo dei tassi e invertire in parte il rialzo degli asset rischiosi registrato giovedì.

 

Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può influire sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.