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Il titolo Tesla rimbalza dal livello di supporto chiave: la fascia dei 300 dollari riuscirà a reggere?

Il titolo Tesla ha recentemente testato il livello di supporto psicologico dei 300 dollari, per poi rimbalzare verso i 330 dollari. Il rimbalzo dai 300 dollari è incoraggiante, ma non ha ancora invertito il trend ribassista più ampio.

Aug 10, 2026
3 min di lettura
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Le azioni Tesla hanno registrato un rimbalzo dopo il forte crollo di luglio, offrendo agli investitori un po’ di sollievo dopo tre settimane consecutive di perdite.


Il titolo del produttore di veicoli elettrici (NASDAQ: TSLA) ha registrato un calo superiore al 25% nel corso del mese di luglio, toccando brevemente un nuovo minimo delle ultime 52 settimane vicino ai 298 dollari. Successivamente, gli acquirenti sono intervenuti intorno alla soglia psicologica dei 300 dollari, contribuendo alla ripresa del titolo verso i 325 dollari la scorsa settimana.


Gli utili del secondo trimestre innescano un forte calo

La correzione di luglio ha subito un’accelerazione dopo che Tesla ha pubblicato i risultati del secondo trimestre del 2026. Sebbene la società abbia registrato un fatturato record di 28,2 miliardi di dollari e le consegne di veicoli abbiano superato le aspettative, l’utile per azione è risultato inferiore del 38% rispetto alle stime di Wall Street.


Gli investitori si sono concentrati sulla minore redditività di Tesla e sull’elevato livello di spesa, che hanno messo in secondo piano la crescita del fatturato. Il titolo ha perso circa il 15% dopo la pubblicazione del rapporto, segnando uno dei cali giornalieri più marcati degli ultimi anni.


Prospettive tecniche di $TSLA


Tesla ha recentemente testato il livello di supporto psicologico dei 300 dollari prima di rimbalzare verso i 330 dollari. Il quadro tecnico rimane positivo fintanto che il titolo si mantiene al di sopra dei 300 $, dove convergono il supporto offerto da un canale discendente e l’attuale struttura d’onda.


Il calo di fine luglio ha inoltre spinto l’Indice di Forza Relativa (RSI) al di sotto di 30, portando il titolo in territorio di ipervenduto. Tale condizione ha contribuito a sostenere un rimbalzo a breve termine dal limite inferiore del recente intervallo di negoziazione. La media mobile semplice a 200 giorni di Tesla si trova appena al di sotto di quest’area, fornendo un ulteriore potenziale livello di supporto.

Se la zona dei 300 dollari dovesse continuare a reggere, TSLA potrebbe estendere la sua ripresa in controtendenza nelle prossime settimane. Una chiusura decisiva al di sopra di 335/37 dollari rafforzerebbe le prospettive a breve termine e potrebbe aprire la strada verso i 350 dollari. Una rottura al di sopra dei 350 dollari aumenterebbe la probabilità di un avanzamento più ampio verso i 370 dollari. Sul lato ribassista, la zona dei 300/290 dollari rimane critica. Una chiusura settimanale al di sotto dei 290 $ rafforzerebbe le prospettive ribassiste e potrebbe esporre il titolo a ulteriori ribassi verso i 250 $ e potenzialmente i 230 $.

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Conclusioni


Il momentum complessivo di Tesla rimane contrastante. Il rimbalzo dai 300 dollari è incoraggiante, ma non ha ancora invertito la tendenza ribassista più ampia. Finché il quadro tecnico generale non migliorerà, i rialzi significativi potrebbero continuare a rappresentare movimenti in controtendenza piuttosto che l’inizio di una ripresa sostenuta. Per ora, la zona di supporto a 300 dollari rimane il livello chiave da tenere d’occhio. Una rottura sostenuta al di sotto di tale livello, accompagnata da un volume di scambi elevato, indebolirebbe le prospettive a breve termine.

 

Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può influire sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.