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I mercati globali attendono i dati sull'inflazione negli Stati Uniti per cogliere il prossimo segnale di politica monetaria della Fed

I mercati Forex, gli indici azionari statunitensi e i metalli preziosi sono entrati in una fase di consolidamento, mentre gli investitori attendono il rapporto sull’inflazione. Il rapporto sull’IPC di luglio sarà determinante nel definire le aspettative relative alla prossima decisione di politica monetaria della Fed.

Aug 12, 2026
3 min di lettura
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I mercati finanziari hanno registrato forti oscillazioni a seguito dei dati sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti, inferiori alle attese, spingendo gli investitori a rivalutare le prospettive di politica monetaria. L’attenzione si sposta ora su un calendario economico fitto di appuntamenti, con i dati statunitensi sull’IPC, sull’IPP e sulle vendite al dettaglio in programma nei prossimi tre giorni.


Tra questi dati, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) di luglio è considerato l’evento principale della settimana e potrebbe determinare un aumento della volatilità sui mercati globali.


Anteprima dell’inflazione dell’IPC statunitense di luglio


L’Indice dei Prezzi al Consumo è uno degli indicatori economici statunitensi più attentamente monitorati, data la sua capacità di plasmare le aspettative sui tassi di interesse e di influenzare valute, azioni, obbligazioni e metalli preziosi.


Mercoledì il Bureau of Labor Statistics pubblicherà i dati sull’IPC di luglio. I mercati prevedono che l’inflazione complessiva aumenti di circa lo 0,1% su base mensile, mentre il tasso annuo dovrebbe scendere dal 3,5% a circa il 3,4%. L’IPC core, che esclude i prezzi volatili dei generi alimentari e dell’energia, dovrebbe aumentare dello 0,2% su base mensile e del 2,5% su base annua.


Posizionamento dei mercati in vista dei dati sull’IPC statunitense


I mercati valutari, gli indici azionari statunitensi e i metalli preziosi sono entrati in una fase di consolidamento mentre gli investitori attendono il rapporto sull’inflazione. Martedì l’oro ha esteso il proprio recupero raggiungendo un nuovo massimo mensile a 4.435 dollari, prima di cedere parte dei guadagni. Da allora è stato scambiato in un intervallo ristretto, in un contesto caratterizzato da volumi contenuti e dall’assenza di catalizzatori economici significativi.


L’euro e la sterlina britannica hanno raggiunto nuovi massimi plurisettimanali rispetto al dollaro statunitense all’inizio della settimana, sostenuti da una debolezza generalizzata della valuta statunitense. Da allora entrambe le coppie valutarie si sono consolidate, mentre il dollaro ha registrato una modesta ripresa. Il dollaro statunitense si è leggermente rafforzato rispetto a un paniere delle principali valute, beneficiando sia della cautela in vista del rapporto sull’IPC sia della rinnovata domanda di beni rifugio. Nel frattempo, il Bitcoin è sceso sotto i 64.000 dollari a causa delle persistenti tensioni geopolitiche e dell’incertezza sulle prospettive di inflazione, che continuano a pesare sulla propensione al rischio.

Conclusioni


Le recenti debolezze del mercato del lavoro statunitense hanno indotto gli investitori a moderare le aspettative riguardo a ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Ciononostante, i funzionari della Federal Reserve continuano a sottolineare che l’inflazione rimane la loro preoccupazione principale, nonostante i segnali di un rallentamento della crescita dell’occupazione. Il prossimo rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) di luglio sarà cruciale nel plasmare le aspettative di mercato riguardo alla prossima mossa di politica monetaria della Fed.

Attualmente, i mercati dei tassi d’interesse sono quasi equamente divisi sulla possibilità che la Federal Reserve attui un aumento dei tassi a settembre. Un dato sull’inflazione superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative secondo cui la Fed manterrà tassi di interesse più elevati per un periodo prolungato — o potrebbe potenzialmente prendere in considerazione un ulteriore aumento. Al contrario, un rapporto sull’inflazione più moderato ridurrebbe probabilmente la probabilità di un ulteriore inasprimento e rafforzerebbe le richieste di un orientamento di politica monetaria più accomodante.

 


Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può incidere sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.