La coppia EUR/USD rimane sotto pressione, poiché il rafforzamento del dollaro statunitense spinge il cambio verso il livello di 1,1400, oggetto di grande attenzione. Per ora, la domanda è se 1,1400 reggerà come supporto.
All’inizio di questo mese la Federal Reserve ha aumentato il tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto percentuale, portandolo al 3,75%–4,00%. La prospettiva di un ulteriore inasprimento della politica monetaria offre agli operatori un motivo per privilegiare il dollaro: tassi di interesse statunitensi più elevati possono rendere più attraenti gli asset denominati in dollari. Tale relazione non è automatica, ma aiuta a spiegare perché la politica della Fed rimanga centrale per le prospettive dell’EUR/USD.
Gli indici preliminari dei responsabili degli acquisti tedeschi di settembre hanno fornito segnali contrastanti. Il PMI manifatturiero è sceso a 53,8 da 54,3 di agosto, leggermente al di sotto del dato atteso di 54. Il settore rimane in territorio di espansione, ma il ritmo di miglioramento ha subito un rallentamento.
Il settore dei servizi ha registrato un andamento opposto. Il PMI flash dei servizi è salito a 52,9 da 49,7, tornando al di sopra della soglia dei 50 punti che separa l’espansione dalla contrazione. Il rimbalzo suggerisce che l’attività economica sia migliorata dopo cinque mesi di calo.
Nel loro insieme, questi dati rendono difficile trarre una conclusione univoca sulla crescita tedesca. La ripresa dei servizi è incoraggiante, mentre il rallentamento del settore manifatturiero solleva interrogativi sulla possibilità che la recente forza industriale possa continuare. Per la coppia EUR/USD, anche dati europei ancora migliori potrebbero faticare a sostenere l’euro se la domanda di dollari rimanesse solida.
Giovedì 24 settembre è prevista la pubblicazione del rapporto IFO sul clima di fiducia delle imprese in Germania. Esso offrirà un’ulteriore prospettiva su come le aziende tedesche valutano le condizioni attuali e i mesi a venire. Anche le dichiarazioni dei responsabili politici della Banca centrale europea attireranno l’attenzione, sebbene l’andamento del dollaro rimarrà probabilmente il fattore centrale per i movimenti a breve termine della coppia EUR/USD.
Dal punto di vista tecnico, l’attenzione immediata è rivolta a 1,1400. Una rottura sostenuta al di sotto di tale livello potrebbe aprire la strada verso 1,1360–1,1340. D’altra parte, un breve calo al di sotto di 1,1400 seguito da un recupero invierebbe un segnale diverso: gli acquirenti potrebbero essere ancora disposti a difendere quell’area. Se gli acquirenti mantenessero il controllo di quella zona inferiore e la coppia formasse un pattern di recupero, 1,1470 e 1,1500 diventerebbero i livelli da tenere d’occhio in caso di rimbalzo.
Per ora, la domanda è se 1,1400 regga come supporto. La risposta contribuirà a determinare se l’attuale calo si estenderà o lascerà spazio a una ripresa più duratura dell’euro.
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Il dollaro statunitense ha mantenuto lunedì i guadagni registrati la scorsa settimana, mentre i funzionari della Federal Reserve hanno sottolineato i persistenti rischi di inflazione e hanno lasciato aperta la possibilità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Nel frattempo, il recente calo ha alleviato le condizioni tecniche di ipercomprato, aprendo potenzialmente la strada a un nuovo rialzo qualora il supporto chiave dovesse reggere.
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