Le azioni Pepsi hanno ripreso slancio grazie alla forte crescita internazionale che ha trainato le vendite trimestrali. Tuttavia, la pressione sui margini nel Nord America ha determinato una revisione al ribasso delle previsioni sugli utili e l’adozione di ulteriori misure di riduzione dei costi.
Il rialzo ha fatto seguito al calo di mercoledì, quando il titolo ha toccato un minimo intraday di 123,47 dollari prima di chiudere a 123,73 dollari. Il rimbalzo di giovedì ha recuperato le perdite della seduta precedente, fornendo un po’ di sollievo agli azionisti dopo la recente ondata di vendite.
I risultati, tuttavia, hanno delineato un quadro contrastante. PepsiCo ha registrato vendite più solide, ma ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita degli utili per l’intero anno, poiché la ripresa nel Nord America ha continuato a richiedere più tempo di quanto previsto dal management.
Il fatturato netto del terzo trimestre è aumentato del 5,6% su base annua, attestandosi a 25,27 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione core — l’indicatore di utile rettificato di PepsiCo — ha raggiunto i 2,34 dollari. Entrambe le cifre hanno superato le aspettative.
L’utile operativo dichiarato è salito del 19% a 4,26 miliardi di dollari. L’utile per azione diluito secondo i principi GAAP è aumentato del 17%, passando da 1,90 dollari dell’anno precedente a 2,23 dollari.
La distinzione tra risultati dichiarati e risultati rettificati è importante. La crescita dell’utile riportato ha sostanzialmente superato quella degli indicatori chiave di PepsiCo, indicando che il miglioramento della redditività sottostante è stato più modesto di quanto suggerissero i dati principali.
PepsiCo Foods North America ha registrato ricavi sostanzialmente stabili. Il settore delle bevande in Nord America ha registrato una crescita del fatturato del 5%, trainata principalmente dalle acquisizioni. Secondo il management, il fatturato organico è leggermente diminuito in entrambi i settori.
La sfida di PepsiCo consiste nel ricostruire la domanda assorbendo al contempo i costi delle iniziative volte a garantire l’accessibilità dei prezzi, dell’innovazione e degli investimenti nel marchio. Il Nord America rimane un banco di prova fondamentale per la ripresa dell’azienda, con tali sforzi che devono ancora produrre una crescita organica costante e margini più solidi.
PepsiCo prevede ora una crescita dell’utile per azione (EPS) core per l’anno fiscale 2026 compresa tra il 2,5% e il 3,5%, in calo rispetto alla precedente previsione che si collocava nella fascia bassa di un intervallo compreso tra il 5% e il 7%.
Le previsioni sulle vendite sono risultate più solide. L’azienda prevede ora una crescita del fatturato netto di circa il 6%, nella fascia alta del precedente intervallo compreso tra il 4% e il 6%.
Questa divergenza riflette il messaggio centrale del trimestre: la crescita dei ricavi si sta dimostrando più resiliente rispetto a quella degli utili. L’aumento delle vendite non è ancora riuscito a compensare pienamente le pressioni sulla redditività.
Nonostante il rialzo di giovedì, alla chiusura dell’8 ottobre le azioni PepsiCo registravano un calo del 18,51% negli ultimi sei mesi e del 10,39% da inizio anno.
Il rimbalzo dai 123,47 dollari è incoraggiante, ma non ha ancora segnalato un’inversione del più ampio trend ribassista. Il potenziale volume di capitolazione e una candela engulfing rialzista forniscono il supporto tecnico più forte per un tentativo di ripresa.
La prossima zona di resistenza chiave è compresa tra 129,62 e 131,58 dollari. Un movimento sostenuto al di sopra di tale intervallo rafforzerebbe le prospettive di una ripresa più ampia. Fino ad allora, il rialzo rimane un rimbalzo iniziale all’interno di un trend ribassista.
Il rialzo di giovedì riflette una risposta iniziale positiva ai risultati, ma una singola seduta non è sufficiente a confermare una ripresa sostenuta.
Il trimestre ha rafforzato la resilienza dei ricavi di PepsiCo, in particolare a livello internazionale. La previsione di utili inferiori e la continua pressione sui margini, tuttavia, rendono meno certa la ripresa della redditività.
Gli investitori saranno attenti a una crescita organica più forte in Nord America, al miglioramento dei margini e alle prove che ulteriori risparmi possano tradursi in una crescita degli utili più costante.
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