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Il WTI scende sotto i 100 dollari mentre il Brent registra un calo

Il WTI torna sotto i 100 dollari e il Brent arretra dal massimo degli ultimi cinque mesi, mentre gli investitori rivalutano le prospettive dell’offerta a seguito dell’allentamento delle sanzioni statunitensi nei confronti della Russia. La domanda immediata è se le ulteriori esportazioni di carburante possano compensare le persistenti interruzioni delle forniture in Medio Oriente.
Oct 19, 2026
3 min di lettura
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Lunedì 19 ottobre, alle 06:19 GMT, i futures sul WTI con scadenza a novembre sono scesi dell’1,92% a 99,46 dollari al barile. Il Brent con scadenza a dicembre ha registrato un calo del 2,08% a 107,57 dollari, invertendo in parte il rialzo di venerdì a seguito delle prese di profitto da parte degli investitori.

Venerdì il Brent aveva toccato brevemente i 110 dollari prima di chiudere a 109,86 dollari, il livello di chiusura più alto dal 19 maggio. Il WTI ha chiuso quella sessione a 101,41 dollari, il livello di chiusura più alto dal 17 settembre.

L’alleviamento delle sanzioni contro la Russia modifica le aspettative

L’ordine esecutivo del 16 ottobre del presidente Donald Trump ha revocato i dazi e le sanzioni imposti ai sensi del Graham Act. Le sanzioni precedenti, stabilite tramite ordini esecutivi separati, rimangono in vigore, rendendo rilevante la portata dell’allentamento.

Condizioni commerciali più agevoli potrebbero sostenere le esportazioni di carburante russo e ridurre la pressione sugli acquirenti in competizione per le forniture disponibili. Tuttavia, l’effetto dipenderà da quali transazioni diventeranno fattibili e dalla rapidità con cui i carichi aggiuntivi raggiungeranno il mercato.

L’alleviamento normativo non comporta un aumento immediato della produzione o della capacità di raffinazione. Un miglioramento duraturo dell’offerta dipenderà dall’arrivo sul mercato di ulteriori forniture.

Le interruzioni nel Medio Oriente restano al centro dell’attenzione

Le preoccupazioni relative alla sicurezza del trasporto marittimo continuano a complicare le prospettive. Reuters ha riferito che gli attacchi alle navi mercantili hanno ridotto drasticamente i flussi di greggio dal Golfo la scorsa settimana, citando la società di analisi di tracciamento navale Kpler.

Anche le previsioni di ottobre dell’Energy Information Administration statunitense ipotizzavano che i flussi di petrolio dal Medio Oriente sarebbero rimasti limitati per tutto il quarto trimestre, nonostante una prevista graduale ripresa della produzione e delle esportazioni regionali.

Ciò rende i prezzi sensibili sia alle perdite effettive di offerta sia alla possibilità di ulteriori interruzioni. Se il trasporto marittimo dovesse rimanere inaffidabile, le aspettative di un aumento delle forniture di combustibile russo potrebbero offrire solo un sollievo limitato.

Cosa potrebbe prolungare il calo?

Un calo prolungato diventerebbe più plausibile se l’aumento delle esportazioni russe coincidesse con rotte di trasporto più sicure e con la ripresa delle consegne dal Golfo. I dati relativi ai movimenti delle merci avrebbero un peso maggiore rispetto ai soli annunci politici.

Al contrario, nuovi attacchi alle infrastrutture di esportazione o alle petroliere potrebbero ripristinare rapidamente il premio che gli investitori attribuiscono al rischio di approvvigionamento. Il petrolio potrebbe recuperare anche se l’allentamento delle sanzioni dovesse continuare, in particolare se le forniture sostitutive arrivassero lentamente.

I dati sulle scorte costituiranno un altro banco di prova. Un continuo prelievo dalle scorte suggerirebbe che l’offerta disponibile rimanga insufficiente a soddisfare la domanda, mentre una più ampia ricostituzione delle scorte potrebbe sostenere le aspettative di un mercato più equilibrato. I dati settimanali dovranno inoltre essere valutati alla luce dell’attività delle raffinerie e delle variazioni stagionali nel consumo di carburante.

Per gli operatori, il passaggio del WTI sotto i 100 dollari rappresenta un chiaro segnale di correzione. Che questa si trasformi in un’inversione di tendenza più ampia dipenderà dalle condizioni dell’offerta fisica e da come queste si rapportino alle aspettative già riflesse nei prezzi.

Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può influire sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.