Questo dato porta l’inflazione ulteriormente al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca d’Inghilterra in vista della riunione del 5 novembre. Gli investitori si aspettavano già un aumento di un quarto di punto del tasso di riferimento al 4%, concentrando così l’attenzione sul possibile andamento successivo a tale decisione.
I costi dei carburanti guidano l’aumento
L’Ufficio Nazionale di Statistica ha individuato nei trasporti, in particolare nei carburanti, il principale fattore che ha contribuito all’aumento dell’inflazione annuale. Ristoranti e alberghi hanno fornito la maggiore compensazione parziale.
L’inflazione di fondo, che esclude energia, alimentari, alcolici e tabacco, è salita al 2,8% dal 2,6%. Anche l’inflazione annuale dei servizi è aumentata, raggiungendo il 3,7% rispetto al 3,4% di agosto.
I prezzi dei servizi sono rimasti invariati rispetto al mese precedente. Le tariffe aeree hanno registrato un calo meno marcato rispetto a un anno fa, contribuendo a far salire il tasso annuo dei servizi nel confronto con settembre 2025. Ciò rende la composizione dell’aumento significativa ai fini della valutazione della persistenza.
La politica monetaria dipende dalla persistenza dell’inflazione
A settembre la Banca d’Inghilterra ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%, con tre dei suoi nove membri del comitato che avrebbero preferito un aumento al 4%. Il comitato ha sottolineato il rischio che pressioni energetiche prolungate possano influenzare la fissazione dei salari e dei prezzi.
L’aumento dei costi energetici può generare un’inflazione persistente se le imprese trasferiscono ripetutamente l’aumento delle bollette e i lavoratori chiedono aumenti salariali per proteggere il proprio potere d’acquisto. I responsabili politici valuteranno se questi effetti si consolideranno in tutta l’economia.
L’inasprimento monetario agisce principalmente frenando la spesa e la domanda di credito. La Banca deve valutare se i rischi di inflazione giustifichino tale freno su un’economia già alle prese con costi energetici più elevati.
Cosa potrebbe influenzare l’andamento della sterlina in futuro?
Il prossimo rapporto sull’IPC è previsto per il 18 novembre, dopo la decisione della Banca di novembre. Le indagini sulle imprese, i commenti dei responsabili politici e le variazioni dei prezzi dell’energia potrebbero quindi influenzare le aspettative prima del voto dei responsabili politici.
Segnali di un’inflazione di fondo persistente potrebbero sostenere la sterlina se gli investitori aumentassero le loro aspettative sui tassi di interesse del Regno Unito rispetto a quelli di altri paesi. Un periodo più lungo di politica restrittiva potrebbe avere un peso maggiore rispetto alla conferma di un aumento iniziale già anticipato.
Al contrario, un rallentamento dell’attività economica o un calo dei costi energetici potrebbero limitare le aspettative di un ulteriore inasprimento. Un aumento dell’inflazione complessiva offrirebbe quindi un sostegno minore alla valuta se i mercati dovessero diventare più preoccupati riguardo alle prospettive di crescita.
Per gli operatori, la prova del nove è se la sorpresa sull’inflazione modifichi le aspettative al di là di un aumento ampiamente previsto a novembre. Il prossimo movimento sostenuto della sterlina dipenderà da come tale cambiamento si confronterà con le aspettative di politica monetaria nelle altre economie.
Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può influire sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle attuali condizioni economiche. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.
Sterling strengthens after a surprise fall in UK unemployment and firmer-than-expected regular wage growth. The immediate question is whether Wednesday’s inflation report will reinforce expectations of a Bank of England rate increase.
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