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I mercati hanno dato il via a una settimana frenetica dal punto di vista macroeconomico con un atteggiamento cauto

Lunedì l’oro e l’argento hanno registrato un calo, i rendimenti obbligazionari sono aumentati e i mercati azionari globali hanno registrato un andamento cauto, mentre gli investitori valutavano l’incertezza relativa allo Stretto di Hormuz alla luce di una settimana cruciale per i dati economici statunitensi.

Syam KP

Lead Analyst

Sep 28, 2026
4 min di lettura
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I mercati globali hanno dato il via a una settimana ricca di dati economici con un atteggiamento cauto. I prezzi del petrolio sono saliti sulla scia delle speranze sempre più flebili di un accordo a breve termine tra Stati Uniti e Iran, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari e le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve hanno esercitato una pressione al ribasso sui metalli preziosi. I mercati azionari globali hanno registrato un modesto calo, sebbene l’impatto abbia variato da una regione all’altra.


L’incertezza sullo Stretto di Hormuz riporta il petrolio al centro dell’attenzione

Secondo Reuters, nel fine settimana il presidente Donald Trump ha respinto una proposta iraniana volta a riaprire lo Stretto di Hormuz, ma ha indicato che i negoziati sarebbero proseguiti questa settimana. L’Iran si era offerto di riprendere il traffico marittimo nel Golfo qualora gli Stati Uniti avessero allentato la pressione militare e revocato il blocco sui porti iraniani. La divergenza tra queste posizioni ha lasciato gli operatori nell’incertezza riguardo a quando i flussi energetici attraverso lo stretto potrebbero stabilizzarsi.

I metalli preziosi in calo tra le aspettative di un aumento dei tassi

Nonostante le incertezze geopolitiche, i metalli preziosi hanno subito una correzione al ribasso. L’oro spot è sceso del 2,7% a 4.171,85 dollari l’oncia, scendendo sotto la soglia dei 4.200 dollari, mentre l’argento spot è sceso del 4,3% a 61,51 dollari l’oncia, scendendo sotto i 62 dollari.

Questo calo evidenzia le dinamiche contrastanti per gli investitori in oro: i conflitti geopolitici e i timori di inflazione solitamente sostengono la domanda di lingotti, ma l’aumento dei tassi di interesse accresce l’attrattiva degli asset che generano rendimento rispetto all’oro, che non offre alcun reddito. Lunedì, i rendimenti statunitensi più elevati e le aspettative di un ulteriore inasprimento da parte della Federal Reserve sembravano prevalere sul sostegno offerto dalle tensioni geopolitiche.

Dati macroeconomici cruciali in arrivo

Guardando al futuro, questa settimana è ricca di indicatori economici fondamentali che metteranno alla prova l’attuale orientamento del mercato. Mercoledì segnerà il primo momento di significativa volatilità con la pubblicazione dei dati sul reddito e sulla spesa delle famiglie, compresi gli indici dei prezzi PCE, insieme alla stima definitiva del PIL del secondo trimestre. Il rapporto sull’occupazione di venerdì, il tasso di disoccupazione e i dati sulla crescita salariale forniranno indicazioni sul possibile raffreddamento della domanda di manodopera dopo l’aumento di 162.000 posti di lavoro registrato ad agosto.

L’impatto combinato di questi dati avrà un peso maggiore rispetto a qualsiasi singolo dato. Un’inflazione persistente, unita a una forte crescita dell’occupazione, potrebbe rafforzare le aspettative di un aumento dei tassi di interesse e mantenere una pressione al rialzo sui rendimenti. Al contrario, un’inflazione più contenuta e una crescita dell’occupazione più lenta potrebbero alleviare tale pressione, con potenziali benefici per l’oro e i mercati azionari. Tuttavia, un marcato deterioramento dell’occupazione potrebbe suscitare timori sulla crescita, anche se ridurrebbe le aspettative di un ulteriore inasprimento monetario. Questi scenari rappresentano possibili reazioni del mercato, non previsioni.

Per ora, il petrolio rimane l’anello di congiunzione fondamentale tra gli sviluppi geopolitici e la politica monetaria. Gli eventi relativi allo Stretto di Hormuz potrebbero alterare le prospettive di inflazione in vista dei dati di mercoledì, influenzando così il modo in cui gli investitori interpretano i successivi dati economici.

Attenzione! Il presente materiale non costituisce una consulenza in materia di investimenti. I dati relativi alle performance passate non garantiscono rendimenti futuri. Investire in valute estere può incidere sui rendimenti a causa delle loro fluttuazioni. Qualsiasi operazione su titoli può comportare sia profitti che perdite. Le ipotesi e le aspettative esposte in questo materiale sono solo stime che potrebbero non essere accurate e potrebbero variare a seconda delle condizioni economiche del momento. Queste dichiarazioni non garantiscono rendimenti futuri.

Syam KP

Meet Syam KP, a financial markets professional with more than fourteen years of experience in forex, CFDs and capital markets. Since 2012, he has worked with several brokerage firms as a trader and market strategist, developing a practical understanding of how markets move. He also holds a qualification from CISI in the United Kingdom.


At FX Junction, Syam turns complex market information into clear and useful insights. His work combines technical and fundamental analysis, portfolio management, risk management and timely commentary on global developments. Whether markets are calm or moving fast, Syam focuses on what matters most: understanding the bigger picture, spotting meaningful opportunities and keeping risk firmly in view.